Ingresso: 5.00 euro

My Movies consiglia il film ai maggiori di 13 anni

 

SINOSSI

Marlo ha più di quarant’anni, due figli (di cui uno “problematico”) e un terzo in arrivo, e non ne può proprio più. Fin dalle prime scene la vediamo sull’orlo di un esaurimento nervoso, nonostante la bella casa e il marito affettuoso. Il fratello Craig, che è diventato ricco anche se, come Marlo, è partito da una condizione disagiata, le offre come regalo di maternità una nanny notturna, di quelle che permettono alle neomamme di svegliarsi solo al momento della poppata e riaddormentarsi subito dopo. Inizialmente Marlo rifiuta, un po’ per orgoglio e un po’ perché non le piace l’idea di delegare il ruolo materno ad una sconosciuta.

Quando, dopo la nascita della piccola Mia, la nanny notturna, Tully, si presenta alla porta di Marlo come la fatina Trilly o come il genio della lampada, la neomamma comincia a gradire l’aiuto di quella ragazza piena di vita e di energia, con un fisico preparto che ricorda a Marlo com’era prima delle tre gravidanze.

Ed è proprio dal disfacimento fisico, ancora più notevole visto che la bellissima Charlize Theron, che interpreta il ruolo di Marlo, ha accettato di ingrassare di 23 chili e alterare il suo aspetto come aveva fatto per Monster, la prima rappresentazione autentica della maternità in Tully: mettendo in mostra impietosamente tutti i suoi cedimenti fisici di puerpera attempata Marlo denuncia visivamente quel malessere che viene sottaciuto verbalmente, ma che dovrebbe essere evidente a chiunque – in primis il marito gentile ma inefficiente.

Tully è la terza collaborazione filmica fra la sceneggiatrice Diablo Cody e il regista Jason Reitman, dopo Juno e Young Adult, e la seconda con protagonista Charlize Theron. Un filo rosso collega i tre i film, ed è la rappresentazione di un femminile che sfida il politically correct: dalla teenager ribelle e incinta Juno alla scrittrice anarchica che rifiuta di crescere Mavis fino a Marlo, Diablo Cody (ex teenager ribelle ed ex autrice anarchica, ora madre di tre figli) espone allo sguardo del pubblico le contraddizioni dell’essere donna cercando di smarcarsi dalle aspettative socioculturali.

È uno sforzo paragonabile a quello dei Prigioni di Michelangelo, e anche il lavoro della Cody conserva una parte di “marmo muto”: Marlo, nel suo rivendicare il desiderio di rimanere persona pensante e godereccia, cerca però in Tully una sostituta al ruolo materno tradizionale – la nanny cucina i cupcake che Marlo il giorno dopo offre ai compagni di scuola del figlio, pulisce casa e riempe i vasi di fiori freschi. Sarebbe stato assai più sovversivo mostrare che Tully aiuta Marlo a fregarsene di essere una madre perfetta e ad accettare la propria natura ribelle e gioiosa: un po’ come faceva la rocchettara Ricki in Dove eravamo rimasti, l’ultimo film di Jonathan Demme, firmato sempre da Diablo Cody.