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Ingresso: intero 6.00 euro – ridotto 5.00 euro

 

SINOSSI

June è una bambina di grande immaginazione e con uno straordinario talento per l’ingegneria. Insieme alla madre – e ai suoi animali di peluche – dà vita con la fantasia a un intero parco dei divertimenti, Meravigliandia, dove ci sono cascate di fuochi d’artificio, zone a gravità zero tra enormi palloni, giostre con pesci volanti e chi più ne ha più ne metta. Inoltre con gli amici del quartiere June riesce a mettere in piedi vere e proprie attrazioni improvvisate, che non sempre però vanno come vorrebbe. La sua vita prende una brusca svolta quando sua madre si ammala e deve lasciare la casa, per essere seguita dai dottori di una clinica. A quel punto June decide di distruggere la mappa di Meravigliandia, che le sembra solo un ricordo infantile e doloroso, ma scoprirà che il potere della immaginazione è qualcosa di più reale di quanto credeva.

Poche cose sono più tristi di una bambina depressa, che non ha più voglia di giocare, ma Wonder Park le insegnerà la forza che si può trovare nel ricordo di un tempo felice trascorso con una persona amata.

La metafora è evidente, come del resto tipico di un film d’animazione per famiglie, ma si risolve pure in modo fin troppo semplice non sfuggendo al rischio di una certa stucchevolezza. Non arriva insomma a una qualche catarsi che possa sfiorare anche gli adulti, d’altra parte è un film sicuramente edificante, ottimo da proporre ai bambini aperti a qualcosa di diverso e più emotivo rispetto a tanta altra animazione quasi esclusivamente comica. Non che qui manchino situazioni buffe e adrenaliniche, perché quando June finisce per arrivare davvero a Meravigliandia la trova come abbandonata e assediata da una forza oscura, che ovviamente è il simbolo dell’ansia e della paura per le sorti della madre.

Gli animali che aveva immaginato come custodi del parco, tra cui una cinghiale, un porcospino, un orso blu e soprattutto una scimmia di nome Peanuts, sono assediati da un esercito di pupazzi di pezza, che si comporta come un’armata di automi o meglio di non-morti. Ripetono infatti in modo sinistro una filastrocca come fossero in un film horror e vengono ribattezzati scimpazombie.

Inoltre a complicare le cose l’oggetto incantato capace di salvare il parco, ossia il pennarello con cui Peanuts creava le nuove attrazioni, sembra aver perso la propria magia. Il confronto tra June e le creature di fantasia che aveva abbandonato la porta rivalutare il tempo speso con la madre a giocare, e quindi a conservare quei ricordi e trarne coraggio in un momento difficile. Una lezione che vale per tutti di fronte a malattie, incidenti e lutti e che qui è messa in scena con numerosi inseguimenti e fughe, nel bel mezzo di un parco le cui attrazioni vanno oltre le leggi della fisica, ma che allo stesso tempo sta cadendo a pezzi.

Agli studi Paramount Animation e Nickelodeon Animation, che insieme avevano già prodotto l’ottimo Rango, si uniscono le forze della spagnola Ilion Animation, che si era fatta apprezzare con Planet 51. Il risultato è inferiore a entrambi i film citati, soprattutto nella qualità delle battute e delle scene comiche, ma è comunque un film animato più originale della media per famiglie e vanta una buona qualità tecnica.

Curiosa nei credits l’assenza di un regista (avrebbe dovuto essere Dylan Brown, ma fu licenziato nel 2018), tanto che viene in sostanza attribuito ai due sceneggiatori Josh Applebaum e André Nemec, i quali finora non si erano mai cimentati con l’animazione, mentre il nome più noto è quello dell’autore della colonna sonora Stephen Price, celebre per Gravitydi Cuaron.